Epatite A

Cenni generali

L’epatite A è una epatopatia virale associata ad un ampio range di sintomi, che possono andare da lievi a gravi.
La trasmissione del virus avviene per via orale, tramite l’ingestione da parte di una persona non vaccinata di acqua o cibi contaminati dalle feci di un soggetto malato. Pertanto, l’epatite A è strettamente correlata a situazioni di scarsa igiene, di contaminazione di acqua e cibo e di rapporti sessuali non protetti. Si stima che in aree ad alta prevalenza (generalmente, Paesi a basso reddito e con condizioni sanitarie precarie), oltre il 90% della popolazione venga infettata prima dei 10 anni di età.

A differenza delle epatiti B e C, l’epatite A non assume forme croniche, tanto che praticamente tutti i soggetti guariscono spontaneamente e risultano poi protetti da immunità per tutta la vita.
Tuttavia, in una piccola parte dei pazienti infetti, questa malattia può essere associata a sintomi gravi e ad una forma di insufficienza epatica acuta nota come epatite fulminante.

Secondo le stime del WHO, l’epatite A nel 2016 è risultata fatale ad oltre 7.000 persone nel mondo, contribuendo allo 0,5% dei decessi totali per epatopatie virali.

In Italia, nel 2019 il numero di casi di Epatite A notificati si è ridotto rispetto all’anno precedente, con un’incidenza di 0,8 casi per 100.000 abitanti (l’incidenza era stata 1,5 casi per 100.000 abitanti nel 2018). Nello specifico sono stati segnalati 418 casi di epatite A, soprat- tutto da regioni del centro-nord quali Lombardia, Toscana, Emilia- Romagna e Piemonte.

A livello mondiale, questa forma di epatite si può manifestare sia in modo sporadico che in forma di epidemie con ricorrenza ciclica, legate alla capacità del virus di persistere nell’ambiente e di resistere a molti processi di trattamento dei cibi.
Il periodo di incubazione della malattia è di 14-28 giorni e i sintomi, più frequenti negli adulti rispetto ai bambini, comprendono febbre, malessere, perdita di appetito, diarrea, dolore addominale, urine scure e ittero.
Clinicamente parlando, i casi di epatite A non sono distinguibili da altre forme di epatiti virali, e la diagnosi può essere posta solo mediante indagine sierologica. Non esistono trattamenti specifici per questa malattia, ed il recupero dai suoi sintomi può richiedere spesso anche dei mesi: è pertanto cruciale la prevenzione della malattia mediante opportune pratiche igieniche e la vaccinazione, che risulta efficace in circa il 100% dei casi.

In Italia sono disponibili due diversi vaccini che forniscono una protezione dall’infezione già dopo 14-21 giorni. La vaccinazione è raccomandata nei soggetti a rischio, fra cui coloro che viaggiano in Paesi dove l’epatite A è endemica, per coloro che lavorano in ambienti a contatto con il virus, i tossicodipendenti, e i contatti familiari di soggetti con epatite acuta A.

Riferimenti
https://www.who.int/news-room/fact-sheets/detail/hepatitis-a
https://www.epicentro.iss.it/epatite/bollettino/Bollettino-n-6-marzo-2020.pdf
https://www.epicentro.iss.it/epatite/epatite-a